curare l'alzheimer
La malattia di Alzheimer é una demenza pre-senile considerata la più frequente tra le malattie dementigene. L'aumento costante della sua incidenza nella popolazione anziana sta portando questa malattia ad essere considerata la più grave della terza e quarta età ed anche una malattia sociale.
Attualmente sono pochissime le risorse terapeutiche, ma anche le prospettive per il futuro prossimo sono veramente povere. Si sta parlando dell'impiego delle cellule staminali, ma, anche in questo ambito, non si vedono spiragli positivi, tanto più tenendo in conto che vengono colpite molte parti del cervello (dalla corteccia ai nuclei sottocorticali).
Ricordando le conseguenze veramente gravi della malattia e l'ingente impegno a cui vengono sottomessi i caregivers che risultano impegnati 24 ore su 24, le problematiche che insorgono per l'assistenza di questi malati che crescono a dismisura impongono una ricerca scientifica forte.
A nostro modo di vedere, l'unica possibilità per poter affrontare il flagello é solamante quella della prevenzione, il tentativo cioé che la malattia non si instauri o, comunque, che possa essere frenata.
Nuove esperienze stanno dando una speranza e ci proponiamo di discutere tali procedimenti attraverso questo blog.

2 Comments:
Sembra quasi impossibile che non ci siano stati commenti su un tema tanto importante. NOn so neppure se qualcuno sia entrato a leggere la mia nota, ma non mi sembra il caso di demordere, così aggiungo una nota.
Dal tempo dell'inizio del blog sono cambiate tante cose:
1) abbiamo fatto molte terapie in casi di "demenza" e possiamo dire che arrivano pazienti con diagnosi di Alzheimer ma che non lo sono affatto. Resta ancora molto difficile fare una diagnosi sicura per cui ci sono tanti errore.
La cosa grave, però, é che questi "non alzheimer"arrivano inesorabilmente con la lora bella terapia farmacologica.
2) non so chi pachi queste costose medicine somministrate inutilmente ed anzi con il pericolo di fare del male .... direi che é una vergogna!!!!
3) ormai possiamo decifrare situazioni ben definite
- casi nei quali l'errore diagnostico viene fatto su persone anziane che hanno perso il "desiderio di vivere" perché non contano più nulla;
- casi di possibilità che si attivi un processo dementigeno come risposta ad uno stress cronico o acuto;
- casi di demenza di alzheimer iniziale (i primi stadi si caratterizzano per: incontinenza emotiva; senso di paura per quello che può succedere; tendenza a ridurre i propri spazi esistenziali; rifiuto ad accettare di intraprendere iniziative favorevoli, tra cui anche la terapia; casi conclamati e gravi.
Per queste categorie bisogna riferire un intervento spcifico preciso:
- quando abbiamo riduzione della vitalità: una psicoterapia che porti a recuperare il senso di sé e le forze resilienti;
- nei casi di pericolo per le conseguenze agli stress, la psicoterapia é più mirata e assolutamente necessaria se non si vuole che la "malattia" si instauri;
- nei casi iniziali é assolutamente necessaria una psicoterapia speciale, imperniata sul recupero delle forze adattive dell'Io, delle capacità resilienti e, soprattutto, delle potenzialità affettive (i risultati sono molto buoni, ma bisogna fare interventi precoci e costanti);
- con la malattia conclamata (bisogna pensare che si sono già prodotte lesioni irreversibili) stiamo iniziando una terapia a base di cellule staminali tratte dal cordone ombelicale.
Queste brevi notizie per stimolare la discussione e per indirizzare eventuali parenti che leggano queste righe.
Vorrei lasciare un'altra breve nota.
Mi chiedo cosa dobbiamo pensare nei casi in cui una persona, accompagnata dal marito o dalla mogle, riceva dal medico o dal neurologo un "verdetto" di "... lei ha la malattia di alzheimer!"
Non ci is rende conto che si tratta della più grave e della più distruggente "malattia" che possa colpire una persona? Non mi sembra né corretto, né etico lasciare queste persone nella disperazione se non si é del tutto sicuri, ma proprio sicuri al 100%.
Quando trovo casi nei quali il medico ha parlato di alzheimer in casi che non lo sono .... non so cosa farei perché ritengo inammissibile dare a della gente tanto dolore per nulla.
Ancor peggio perché nella maggior parte dei casi oltre a non trattarsi di alzheimer si può intervenire con sicurezza di avere risultati del tutto favorevoli e di poter recuperare queste persone ad una vita del tutto ed assolutamente normale.
Post a Comment
<< Home